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La casa della Vergine Maria

La strada che dalla porta Magnesia sale sul Monte dell'usignolo, ci porta alla Casa della Madonna.
E' impossibile esprimere con parole il senso di pace e serenità che si prova tra le colline in cui si trova la Casa. Cento metri prima di giungere alla Casa della Madonna c'è una cisterna rotonda su uno spiazzo e dalla parte della collina si vede un muro ad arcate.

Sono queste le prime rovine ritrovate. Era un atrio. Ci doveva essere anche una scala di cui si vedono alcuni gradini, sulla parte occidentale della cisterna, che portavano ad una piscina completamente distrutta.
Durante gli scavi, presso il muro furono portati alla luce due sarcofaghi in terracotta. In ciascuno c'era uno scheletro, rivolto verso la Casa, ed alcuni oggetti funebri. Due monete, una di Costantino ed una di Giustiniano, ci chiarificano la data di costruzione dei sarcofaghi e ci dimostrano anche l'importanza che aveva questa piccola Cappella a quei tempi. Continuando il cammino si arriva ad una Chiesetta a forma di croce, questa è la casa della Madonna secondo la tradizione. Al momento del ritrovamento c'erano solo le mura diroccate che appartengono al VI o VII secolo e su quelle fu costruita la Casa. Le fondamenta però, dopo le ricerche archeologiche e scientifiche del carbone ivi trovato, accertano che sono del I secolo D.C. Una striscia rossa sui muri delimita il muro antico da quello nuovo.

L'entrata è una porta ad arco con ai lati due nicchie simmetriche. Dal piccolo vestibolo a volta, un solo scalino porta alla scala principale e da lì, passando sotto una volta si giunge all'abiside. Al centro di esso in una grande nicchia c'è la statua della Madonna ed ai suoi lati si trovano due nicchie piccole e simmetriche. Passando a destra c'è una cameretta, si suppone, fosse la camera da letto. In essa c'è un armadietto che contiene, tradotti in diverse lingue, i brani del corano che parlano di Maria e che sono per l'uso dei visitatori interessati. Nel pavimento, sotto una pietra rosa, scorre l'acqua che sgorga dalle fontane poste sotto su uno spiazzo. Si suppone che ci fosse un' altra camera all' altro lato dell'abiside, ma non è possibile ricostruirla non avendone trovato i resti.

La decorazione della Casa è molto semplice, sembra dimostrare la personalità di Maria semplice e modesta. Su un muro sono esposti gli ex-voto. Questa casetta desta nel visitatore un profondo senso di tranquillità. Uscendo da essa si è colpiti dalla bellezza mistica della natura intorno. Il fatto che San Giovanni Evangelista, obbligato dalle persecuzioni, venne ad Efeso prendendo la Vergine con sè (vedi il Vangelo di San Giovanni) e la scopetra vicino al Teatro di Efeso della prima Chiesa nel mondo dedicata alla Madre di Dio, indusse Papa Paolo VI a dedicare questa Casa luogo di pellegrinaggio.
 

LA SCOPERTA DELLA CASA DELLA MADONNA

Nel XVIII secolo una suora tedesca Anna Caterina Emmerik (1774 - 1820) cominciò a dire, per le visioni avute, che la Madonna passò gli ultimi anni della sua vita nei pressi di Efeso e che da li fu assunta in cielo. Gli sforzi per trovare questa casa furono originati dai dettagli dati da questa suora sulla venuta di Maria ad Efeso, sulla vita e sulla sua ultima casa come pure sulle caratteristiche  della città di Efeso che lei non aveva mai visto.

Nel 1811 Caterina Emmerik fu costretta a letto per una malattia nel convento dove vivieva la sua vita dedicata a Dio. Sentiva delle voci ed aveva delle visoni. Il 29 Dicembre 1812 mentre pregava nel suo letto con le mani alzate, improvvisamente fu colpita da febbre altissima, divenne tutta rossa in viso e proprio in quel momento una luce fortissima la colpì sulle mani e sui piedi come se dei chiodi li trapassassero e si coprirono di sangue.
Le suore che erano vicino al suo letto furono prese da stupore. Era come se condividesse l'agonia di Gesù durante la crocifissione ed ebbe le stigmate. I medici che la visitarono furono meravigliati. Non potevano spiegare scientificamente l'accaduto.
Caterina Emmerik ogni giorno peggiorava.

Nel 1818 un sacerdote Clemente Brentano iniziò a trascrivere ciò che Caterina diceva quando era in estasi. Essa vide la Vergine lasciare Gerusalemme con San Giovanni  EV. prima che peggiorassero le persecuzioni contro i Cristiani. Vide anche il suo arrivo ad Efeso e la casa che si trovava nei dintorni di Efeso dove i Cristiani si erano stabiliti dopo aver vissuto in caverne e tende. Vide la casa in pietra costruita da San Giovanni a forma rettangolare con la parte posteriore arrotondata. C'era un' abiside ed un focolare. La camera vicino all'abiside era la stanza da letto e c'era una sorgente d'acqua che scorreva sotto di essa. Il racconto di Caterina Emmerik continuava così: 
"...Dopo il terzo anno ella ebbe un gran desiderio di tornare a Gerusalemme. Giovanni e Pietro la riportarono.... Ella si ammalò talmente che tutti, credendo prossima la sua morte iniziarono a costruire la sua tomba. Ciò fece spandere la voce che Maria era morta, ma quando la tomba fu pronta la Madonna guarì e si senti tanto bene da poter tornare ad Efeso. Al suo ritorno si indebolì tanto che a 64 anni morì. I santi che le erano vicini prepararono la cerimonia funebre e la posero con la bara, preparata da loro stessi, in una grotta a 2 Km dalla casa...."

Caterina Emmerik racconta poi che San Tommaso , giunto dopo la dormizione pianse di dolore per non essere arrivato in tempo. Gli amici allora lo condussero alla grotta.
E Caterina Emmerik continua: " Arrivati alla grotta si prostrarono. Tommaso e gli altri impazienti si avviarono verso l'entrata e San Giovanni li seguiva, due di essi si inginocchiarono davanti alla tomba. Giovanni si avvicinò e sciolse i lacci che tenevano chiusa la bara. Questa era in parte fuori dalla fossa. Aperta la bara tutti furono molto sorpresi: il corpo di Maria non c'era, c'era il lenzuolo ed era intatto. Dopo questa scoperta l'entrata della grotta fu chiusa e la Casa fu trasformata in Chiesa..."

Un prete francese Gouyet, dopo aver letto il libro di Clemente Brentano "La vita della Vergine Maria" che conteneva la rivelazione di Caterina Emmerik, volle con dei saggi provarlo, ma non ci riuscì. Allora decise di andare a Efeso per vedere se la casa menzionata dal libro fosse appartenuta alla Madonna o no. Monsignor Timoni, arcivescovo di Smirne a quel tempo, condivise la sua idea e gli diede anche un aiutante. Gouyet iniziò la ricerca prevedendo anche difficoltà da affrontare, invece il viaggio si svolse senza problemi, trovò la Casa e credette che era stata veramente abitata dalla Madonna. Tornato a Parigi scrisse un rapporto della scoperta al suo Vescovo e a Roma, ma non ricevette l'attenzione che lui si aspettava.

Dieci anni dopo P.H.Jung, un prete lazzarista che aveva letto nel libro di Caterina Emmerik i capitoli riguardanti la vita di Maria ad Efeso e la sua morte, decise che gli sarebbe stato più utile vedere la casa in realtà. Venuto a Izmir e incoraggiato da Suor Maria de Mandat Grancey, superiora dell'ospedale Francese di Izmir, organizzo una seconda spedizione con la collaborazione di P. Eugenio Poulin, prete lazzarista, direttore del Collegio Francese, che aveva eletto il libro di Caterina.
P. Eugenio Poulin non perese parte però alla spedizione. Il gruppo, foemato da due preti e due cattolici laici, partì il 27 giugno 1891.
Una guida che conosceva bene la zona, dalla loro descrizione credette di capire che si trovava in un posto detto Degirmendere a Camlik, invece della montagna dell' Usignolo. Arrivarono così vicino al monastero Ortodosso.
Gli Ortodossi credevano alla dormizione di Maria avvenuta a Gerusalemme e quindi non potevano accettare la possibilità di un suo soggiorno ad Efeso. Il gruppo decise allora di tornare indietro e trascorrere la notte a Kusadasu. Il giorno dopo ripresero le ricerche seguendo alla lettera la descrizione di Caterina Emmerik e partendo da Ayasuluk un villaggio molto vicino a Efeso.
La descrizione nelle rivelazione di Caterina Emmerik menzionava una costruzione abbandonata sul fianco della montagna, da cui sgorgava una fonte, da quel punto si potevano vedere sia Efeso antica sia il mare.
Verso mezzogiorno del 29 giugno 1891 ilò gruppo incontro due contadini che lavoravano un po lontano dal villaggio di Kirkinca. Non avendo acqua da bere ne chiesero ai contadini e questi il indirizzarono ad una fonte sacra poco lontana più avanti. Arrivati alla fontana e saziata la loro sete si riposarono un poco, e poi osservando il posto rimasero stupiti: avevano scoperto una piccola costruzione per il culto col tetto caduto e i muri in rovina tra i platani centenari ed una sorgrnte di acqua limpida accanto.
Il posto era proprio quello descritto dalla vegente. Sicuri di aver trovato la casa della Madonna tornarono a Izmir.
Il P.Poulin, non credendo molto alla narrazione del suo collega Jung decise di andare ad Efeso per vedere con i suoi occhi le rovine e al suo ritorno 15 giorni dopo iniziò a fare il necessario per delle ricerche specifiche. Di nuovo tornò per una settimana sulla montagna con quattro amici per fare le fotografie dei luoghi.
Intanto l'Arcivescovo di Izmir Mons. Timoni, si mostro molto interessato. Organizzo una spedizione di sette preti e 5 specialisti. Questo gruppo giunse alla Casa della Madonna nel dicembre 1892 e confermò il ritrovamento con un documento debitamente firmato.
Dopo la prima spedizione di Padre Jung, Suor Maria de Mandat Grancey lottò 10 misi per ottenere i diritti di proprietà del posto e con i suoi personali mezzi finanziari fece riparare la costruzione e sistemò l'area intorno. Il restauro ed altri lavori continuarono fino al 1894. Poi li vicino si costruì un edificio per i pellegrini. L'architetto Raymond Pere costruì in marmo l'altare nell'abiside che vediamo ancora oggi.
Nel 1910, diciassette anni dopo, per l'età avanzata, Suor Maria de Mandat Grancey cedette la proprietà a P.Eugenio Poulin.
Nel 1951 dopo diverse cessioni la proprietà venne consegnata a "Meryem Ana Evi Dernegi" (Associazione della Casa di Maria).
Ancora oggi la Casa e i suoi dintorni sono custoditi e curati da questa Associazione.
Non essendoci una strada comoda ed a causa delle due Guerre Mondiali dal 1914 al 1949 i pellegrini erano molto pochi.
Nel 1931 Papa Giovanni XXIII, a quel tempo Nuzio in Bulgaria, venne ad Efeso e visitò la Chiesa del Concilio, ma non salì alla Casa della Madonna.
Nel 1950 fu costruita una strada che porta fino alla Casa e, per la festa dell'Assunzione, un prete P.Gschwind di Basilea organizzò un pellegrinaggio aumentando così la popolarità della Casa della Madonna.
La più importante visita fu certo quella di Papa Paolo VI il 26 Luglio 1967 che pregò nella Casetta e fece dei doni.
Tutto il mondo conobbe così l'esistenza di questo Santuario.
Anche Giovanni Paolo II visitò questi luoghi il 30 Novembre 1979. Ormai tutti conoscevano la Casa della Madonna.
Questo Santuario è visitato ogni anno da migliaia di pellegrini e turisti ed è onorato non solo dai Cristiani, ma anche dai Musulmani. La gente credendo nelle grazie della Madonna, viene qua a pregarla ed a bere l'acqua considerata santa per le grazie che si ottengono.