Menu:

 

Omelia della domenica

 

Avvisi dalla parrocchia

 

 


Una foto della galleria

5

 

RNS Italia

RNS Veneto

Maranatha

Diocesi di Vicenza

Comune di Bassano del Grappa

  

 

 

Cassola.info

Newsletter

Per essere sempre aggiornato, iscriviti alla newsletter

L'esaltazione della Croce

Due sono i momenti liturgici in cui ci troviamo di fronte alla Croce santa sulla quale fu appeso Gesù: il primo è il Venerdì santo, prima della S. Pasqua, quando siamo invitati ad adorare e a baciare la croce nella liturgia che commemora la morte di Cristo; l'altro è il 14 settembre, conosciuto come "Esaltazione della Croce".

 

 




Onore alla croce di Cristo
Il termine usato per quest'ultima festività, traduce il greco "Hypsòsis" e tale ricorrenza venne celebrata nei primi secoli solamente in oriente per poi passare, nel VII secolo anche in occidente; ricordava il ritrovamento della santa Croce da parte dell'imperatore Eracilio nel 628; alcuni anni prima la Croce era stata trafugata dai persiani che avevano conquistato Gerusalemme. La Croce in realtà, veniva onorata già nei primi secoli in occasione della "Crucem" sul Golgota e dell' "Anàstasis" (Risurezione); oggi celebrata da molte confessioni cristiane il 14 settembre in ricordo della consacrazione della basilica del S. Sepolcro in Gerusalemme. Alcuni storici raccontano di come, ad opera della madre di Costantino, si smantellò a Gerusalemme un tempio pagano dedicato a Venere e costruito sul luogo della sepoltura di Gesù e si ritrovò il Titolus della crocifissione e succesivamente la croce e i chiodi; relquie che per la Chesa del tempo divennero di straordinaria importanza.
 

La Croce: simbolo della cristianità
Pensiamo alla predicazione di Paolo, al suo orgoglio nell'annunciare Cristo e "Cristo crocifisso" (1 Cor 1,23a), alla sua capacità di accettare la propria croce per amore di Cristo, fino al martirio; forse può sorprendere la nostra superficialità nell'adesione al vangelo, nel non rischiare mai più di tanto nell'annuncio e nella testimonianza, ma la croce di Cristo ha segnato il sorgere della Chiesa e la sua diffusione "fino ai confini della terra" (cf At 1,8). Del resto tutti noi portiamo nelle nostre case o sulle nostre persone, il simbolo cristiano della Croce; simbolo che da sempre ci contraddistingue innestandoci nella logica divina di ciò che "per alcuni è scandalo e per altri stoltezza" (cf 1 Cor 1,23b). Coloro che ci hanno preceduto e che per la fede hanno donato la loro vita, ci hanno mostrato come la croce non deve spaventare, ma inorgoglire coloro che credono in Gesù; predicare Cristo e Cristo crocifisso! Senza vergogna e senza timore che alcuno ci consideri pazzi o stolti perché veneriamo un patibolo e un condannato. Il segno della croce è per noi segno di gloria al punto tale che spesso nelle liturgie la croce di Cristo diviene il "trono della gloria", trono sul quale Gesù si è assiso per obbedire alla volontà del Padre suo, trono sul quale oguno di noi dovrebbe aspirare a salire per completare l'opera iniziata in lui. "Chi non prende la propria croce...." (cf Mt 10,38), ci insegna il Vangelo, non può rendersi conto di quanto sia efficace l'esempio di Cristo.


Strumento di salvezza
E' la sua croce che ci ha meritato la salvezza e ci ha innestati in un cammino di grazia, è "per le sue piaghe che noi siamo guariti" (cf Is 53,5b); la passione che ogni anno contempliamo diventa un monito, ma anche la conferma che la sofferenza, se vissuta nella fede, non è mai fine a se stessa, ma ci permette, come dice Paolo, di completare l'opera di Dio. Perché allora allontanare da noi ciò che Cristo ha scelto volontariamente come porta di entrata nella gloria, perché addolcire un simbolo così potente come quello della croce, se nostro Signore vi si è adagiato con tanta decisione perché noi avessimo la vita in abbondanza? " Santa Croce", la chiamiamo; santa perché ha fatto il suo dovere, perché ci insegna la via della salvezza, perché ci mostra il Cristo che, innalzato, attira tutti a sè. Anche noi ci sentiamo ora attirati, coinvolti dentro in quel misterioso piano che ha permesso l'incarnazione e la redenzione, un piano che ci chiede una continua conversione del cuore perché si realizzi per oguno il grande desiderio del Padre: fare di Cristo il proprio cuore!


Come comportarsi in questa festività?
Come valorizzare nella nostra vita la presenza della croce della sofferenza, dell'ingiustizia, della povertà e di ogni miseria umana? Solo guardando a Lui con occhi limpidi, potremmo riscoprire la gioia di coloro che per Cristo sanno offrire tutto, anche la vita, come hanno fatto i martiri delle origini e come continuano a fare i tanti martiri che oggi nel mondo intero ancora sanno orgogliosamente scegliere Cristo rifiutando la logica del mondo. "Vi scongiuro, non conformatevi alla mentalità di questo mondo" (cf Rm 1,2), ma abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre (Fil 2,5-11).

 

Una follia d'amore
L'esaltazione della santa Croce ci fa conoscere un aspetto del cuore di Dio che solo egli stesso poteva rivelarci: la ferita generata dal peccato dell'uomo diventa l'occasione di una sovrabbondanza d'amore e di gloria. Con la "follia della Croce", lo scandalo della sofferenza si trasforma in sapienza, e la gloria che il Padre ha promesso a Gesù può essere condivisa da tutti quelli che desideravano seguirlo. La morte, la malattia, le molteplici ferite che l'uomo riceve nella carne e nel cuore, tutto questo diventa, per la piccola creatura, un'occasione per lasciarsi prendere più intensamente dalla vita stessa di Dio. Con questa festa la Croce ci invita a ricevere questa sapienza divina, che Maria ha vissuto pienamente presso la Croce: la sofferenza del mondo, follia e scandalo, diventa, nel sangue di Cristo, grido d'amore e seme di gloria per ciascuno di noi.


-------------------------------------------------------------------------------------

 

Tratto dalla rivista Rinnovamento nello Spirito Santo