Chi confida nel Signore non resta confuso ed è strumento prezioso nelle sue mani
L'incontro con il Signore un sogno che si fa realtà
sintesi di Giovanna Bruno
"Voi tutti siete quì perché avete sognato un incontro con il Signore". Con queste parole Ironi Spuldaro, membro del CNS del Rinnovamento carismatico cattolico del Brasile, ha dato inizio alla sessione pomeridiana sul tema: "Come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione! (2 Cor 1,5).
Tutto è di Gesù
"Tanti sono i motivi che hanno portato ciascuno di noi a essere qui per incontrare il Signore - ha detto Ironi Spuldaro - e oggi, a chi è nella sofferenza Gesù dice: " Il tuo dolore non è il tuo ma il mio dolore". Allo stesso modo, a chi è nella gioia, egli dice: " La tua gioia non è tua, ma viene da me che te ne faccio dono". Con la consapevolezza che tutto è di Gesù, l'assemblea si prepara a vivere la grazia di una nuova Pentecoste per essere "nuovi uomini nuovi", ossia rinnovati dalla misericordia del Padre e formare una "nuova Chiesa nuova", rigenerata dalla grazia di Dio.
Dalla morte del peccato alla vita in Dio
"Per consentire alla grazia di Dio di operare, ci saranno molte morti"! Annuncia il relatore. Moriranno, infatti, la schiavitù del peccato, del vizio; si spegneranno molte malattie e sofferenze dovute all'opera del male e così anche noi potremmo far parte di una nuova generazione di uomini e donne di Spirito, apostoli e apostole dell'effusione dello Spirito, simili agli apostoli che, nel nome di Gesù, avevano "il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità" (Mt 10,1) "Occorre, allora. combattere contro tre aspetti del demonio: il demonio, padre di ogni menzogna; il demonio causa del male che entra nella nostra coscienza e si impadronisce del nostro cuore; la malattia fisica. Nella misura in cui rinunceremo a tutto ciò che viene dal demonio (vizio, egocentrismo, falsa dottrina, ecc...), saremo preparati per ricevere la guarigione dalla malattia fisica, morale, spirituale, diabolica". L'assemblea viene così introdotta in una potente preghiera di intercessione in cui è invitata a stendere le mani e a riporvi ogni malattia e sofferenza da cui si desidera essere guariti, Ciascuno presenta a Gesù ogni istante della propria vita e chiede al sangue del Risorto di guarire, sanare, toccare ogni ferita aperta. Nel "mare di luce" della misericordia del Signore, è stata consegnata ogni malattia fisica e spirituale. Abbiamo chiesto a Gesù di "incendiarci" con il suo amore; di rivelarsi quale principe di pace e di visitare ogni cuore e ogni dolore.
In ginocchio davanti al Padre
"Per ottenere il miracolo - ha ricordato Spuldaro - è neccessario piegare le ginocchia, dilatare il cuore, avere un orrizzonte ampio che ci porti a riconoscere la potenza di Dio non solo nella nostra richiesta o bisogno del momento, ma in relazione alla nostra intera vita e a quella di chi ci vive accanto". Questa esortazione ha cadenzato i tempi della preghiera. Abbiamo piegato le ginocchia delle nostre certezze e convinzioni per liberare il cuore da ogni ostacolo o impedimento alla grazia. Il richiamo a una fede "carismatica", sicura e forte, la sola in grado di farci ottenere e vedere le meraviglie di Dio, è stato costante. E mentre le guarigioni avvenivano e il canto dell'abbandono diventava più intenso e puro, si elevava la preghiera: "Signore, io credo, ma aumenta la mia fede". E la sua consolazione non si è fatta attendere! Tanti prodigi compiuti! Molteplici le meravigile che si sono rivelate hai nostri occhi secondo le parole di Ezzechiele, nella quale le ossa inaridite ricevono nuovo vigore e rivivono risanate, al manifestarsi della Parloa salvifica di Dio (cf 37, 4).
Con il cuore saplancato alla grazia
Abbiamo dilatato il nostro cuore che, seppure "piccolo" e fragile, è il depositario privilegiato dell'amore infinito di Dio, il luogo in cui Dio ama stare per porvi dimora. E non solo il cuore, ma tutto il corpo è "tempio dello Spirito" (1° Cor 6, 19) ed è per questo che abbiamo stretto forte il nostro corpo, come in un potente abbraccio che veniva dall'Alto perché la potenza del Signore toccasse ogni parte di noi bisognosa del suo conforto. E' stato invocato il nome potente di Gesù, salute del mondo; le sue mani, piegate dalla sofferenza della croce, hanno accarezzato i cuori con la sua infinita dolcezza; la sua grazia si è stesa su quanti lo invocavano fiduciosi e certi nella sua azione.
La potenza dell'intercessione
Lo sguardo dolce e commosso del Padre ha portato i suoi figli a guardare non solo alle proprie sofferenze, ma anche a quelle della propria famiglia perché "l'alito della vita" soffiasse sui propri cari. Si è sperimentata la bellezza della Parola: "se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18, 19-20). E Gesù è stato in mezzo a noi. Ogni cosa ci ha parlato della sua presenza i silenzi profondissimi, in cui ha parlato al cuore di ciascuno perché nessuno si sentisse escluso dal suo passaggio; il canto nuovo, ora sommesso, perché canto dell'Amore infinito, ora più alto, quasi urlato, fino a consumare la voce e a "squarciare le nubi"; l'invocazione fiduciosa, sempre più intensa; una gioia contaggiosa, pura e vera.
Grati per la fantasia della carità
Nel giorno dedicato alla misericordia di Dio, anche questa preghiera è stata uno scambio di doni. Noi abbiamo donato al Padre il nostro abito vecchio. Apparentemente, non è un bel regalo, ma è il solo che Dio veramente gradiscca perché se noi non dismettiamo il nostro abito vecchio, Dio non può fare il suo regalo: un abito completamente nuovo, bello, profumato. Tuttavia, dopo questo nostro primo dono, dobbiamo regalarne tanti altri al Padre: la nostra fedeltà, l'amore, la nostra riconoscenza per i prodigi copmiuti e per quanto farà ancora di noi e per noi.
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Tratto dalla rivista Rinnovamento nello Spirito Santo, speciale 32°convocazione nazionale dei gruppi e delle comunità del RnS
1 maggio 2009