
I sette Doni dello Spirito Santo
1° dono: "Tinor di Dio"
2° dono: "La Fortezza"
3° dono: "Pietà"
4° dono: "Consiglio"
5° dono: "Scienza"
6° dono: "Intelletto"
7° dono: "Sapienza"
I sette doni dello Spirito Santo
Dio onnipotente, Padre del Signore Nostro Gesù Cristo,
che hai rigenerato questi tuoi figli dall'acqua e dallo Spirito Santo
liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo Santo Spirito Paraclito: Spirito di sapienza e di intelletto, Spirito di Consiglio e di Fortezza, Spirito di Scienza e di Pietà, e riempili dello Spirito del tuo santo Timore. Per Cristo nostro Signore. Mentre i doni del Timor di Dio, della Fortezza,
della Pietà e del Consiglio agiscono e sono pilotati dalla volontà,
i doni della Scienza, dell'Intelletto e della Sapienza
agiscono sull'intelligenza.
In particolare:
Il Timor di Dio si basa sulla virtù della temperanza (moderazione). La Fortezza si basa sulla virtù della Fortezza intesa come giustizia, forza morale.
La Pietà sulla virtù della giustizia intesa come rispetto dei diritti altrui.
Il Consiglio sulla virtù della prudenza intesa come quel dono che fa discernere il bene dal male.
La Scienza sulla virtù teologale della fede che ispira l'accettazione del dolore.
L'Intelletto sulla virtù teologale della speranza che ispira coloro che sono puri di cuore.
La Sapienza sulla virtù teologale della carità che ispira coloro che sono pacifici.
Non c'è uomo più saggio di colui che conosce questo dono.
Il 1° Dono si esercita in tre tipi di Timori
1° Il timore della colpa che è il timore di meritare il castigo perchè si è peccato.
2° Il timore servile che è quello che "fa rigar dritto" per paura di essere punito.
3° Il timore filiale che é il dono dello Spirito Santo dato a coloro che più amano Dio.
Questo ultimo é tipico dei Santi, di coloro cioè che amano Dio con equilibrio.
Il dono del Timor di Dio, favorisce la fiducia e l'abbandono in Dio: alimenta la speranza in Dio, insegna il timore per il peccato e per le occasioni di peccato. Ispira dispiacere e pentimento; favorisce la virtù della temperanza perchè mette in guardia dai pericoli. Favorisce l'equilibrio perchè impedisce di lasciarsi andare al lassismo o di cadere nella troppa scrupolosità. In sintesi più cresce l'amore, più si purifica il timore.
Per arrivare al Timore di Dio filiale, bisogna passare necessariamente attraverso il timore della colpa e poi a quello servile. Questo timore deve essere ambito da tutti i credenti perchè é una meta nel cammino di fede.
Il Dio di ogni grazia...vi confermerà e vi renderà saldi e forti.
La Fortezza è una virtù cardinale che rende l'uomo equilibrato, retto e pieno di discernimento. Quando questa virtù diventa DONO, si rafforza in seno a chi lo possiede, prende maggior energia e maturità ma senza perdere la docilità che occorre alla presenza dello Spirito Santo.
La Fortezza è abbandono alla volontà di Dio ed il suo aiuto fa superare tutte le tentazioni.
Poichè il Cristiano, con la forza dello Spirito, riesce a dominare le sue passioni, è un "FORTE":
"Non c'è uomo più forte di colui che vince se stesso".
Il coraggio cristiano è quello di essere pronti a compiere ogni opera di bene. La Fortezza è costanza e perseveranza: l'uomo forte non si arrende mai ma non appare disumano verso se stessi o verso gli altri. Con l'equilibrio la Fortezza è aiuto soprannaturale dello Spirito che guarisce la fragilità e la pusillanimità rendendo il cristiano idoneo a:
1° Vincere le tentazioni
2° Affrontare i sacrifici necessari e le persecuzioni.
3° Perseverare con costanza nella via della virtù.
4° Resistere nel portare a termine le buone imprese.
5° Testimoniare con coraggio la propria fede in ogni circostanza anche fino al martirio.
6° Annunciare Cristo ed il Vangelo con zelo operoso.
7° Perdonare i propri nemici e pregare per coloro che gli fanno del male.
La Fortezza è fede; è la certezza di poter contare sull'aiuto di Dio in ogni circostanza. Chi agisce nel nome di Dio è un forte, niente lo ferma e per questo è grande.
La Fortezza è anche fame e sete di Giustizia, è accettare la volontà di Dio in ogni circostanza o contrarietà sia spirituale che materiale.
La Fortezza è il dono della sofferenza accettato con amore e serenità e offerto come olocausto sull'altare dell'amore di Dio.
La Pietà fa parte della virtù della Giustizia che consiste nel dare a ciascuno quanto gli è dovuto; la Pietà dovuta a Dio si chiama "Religione".
La Pietà si esprime attraverso l'ascolto, l'obbedienza,la fede, il rispetto, la devozione, il culto, l'offerta, la preghiera, il sacrificio. Tutte queste manifestazioni costituiscono la Religione naturale cioè dei monoteisti. La Pietà del Cristiano è superiore alle altre poichè egli conosce Dio non solo come creatore ma anche come Padre quindi il suo amore di Pietà è un amore filiale non regolato da un codice ma solo dall'amore.
Il primo modello di Pietà Cristiana ce lo ha dato Gesù in qualità di figlio di Dio ed è il suo esempio di amore filiale che dobbiamo seguire.
Il dono della Pietà ravviva i doveri del Cristiano trasformandoli in bisogni. Infatti bisogno di adorazione e lode sono gli atteggiamenti di noi figli davanti al Padre nostro ed anche di fronte ai nostri fratelli con i quali dobbiamo avere un atteggiamento di vera fratellanza.
Il dono della Pietà ha in se il comandamento dell'Amore. Questo dono porta alla mitezza che non è faciile da vivere.
Anche qui occorre, infatti,un certo equilibrio per non diventare spietati nella pietà, pronti quindi a giudicare e condannare i fratelli o noi stessi. San Tommaso dice che la mansuetudine forma le persone che sono padrone di se stesse. Colui che è aggressivo non ha il dominio di se perchè non ha l'amore di Dio nel suo cuore.
Gesù manda i suoi discepoli disarmati come agnelli tra i lupi. San Paolo dice: " Vinci con il bene il male" Nel salmo 36,29 leggiamo:" I miti possiederanno la terra e la abiteranno per sempre."
I potenti e i superbi potranno conquistare il mondo ma saranno i miti ad ereditarlo perchè essi sanno conquistare i cuori.
Le due facoltà proprie dell'uomo sono l'Intelligenza e la Volontà ed è su queste due facoltà che agiscono, perfezionandole, le tre Virtù Teologali: la Fede, la Speranza e la Carità. La Fede agisce sull'intelligenza mentre la Speranza e la Carità perfezionano la Volontà. Il quarto Dono dello Spirito Santo è connesso con la virtù della Prudenza ed è appunto il dono del Consiglio. Questo dono è l'ultimo dei quattro, che abbiamo considerato fino ad ora, che agisce sulla Volontà. Chi possiede questo dono in modo Divino, manifesta comprensione, discernimento ed intuizione. La virtù morale della Prudenza influisce su tutte le altre: guida la volontà a far valere la giustizia e regola le passioni. Quando questa virtù diventa Dono, diventa intuizione straordinaria e quindi possibilità di consigliare in modo divino. Non basta essere forti, temperanti e giusti ma bisogna conoscere anche la meta dei nostri progetti.

L'amor proprio, i pregiudizi, la nostra debolezza costituzionale, ci mettono spesso nelle condizioni di fare delle scelte sbagliate ed allora è proprio lo Spirito Santo che ci dona buoni consigli e contemporaneamente la luce interiore per vederli. Arrivare a fare delle scelte esatte, significa avere discernimento ma bisogna stare molto attenti a non cadere nella trappola del padre della menzogna. S. Ignazio suggerisce un itinerario di scelta:
1° Precisare l'oggetto della scelta.
2° Fissare il fine cioè Dio, ponendosi in stato di indifferenza verso ogni altra cosa.
3° Pregare il Signore di orientare le nostre emozioni verso la Sua volontà.
4° Considerare i pro ed i contro della nostra scelta tenendo conto del fine spirituale.
5° Deliberare secondo i motivi ragionevoli.
6° Presentare alla preghiera la scelta fatta perchè Dio la confermi.
Questo itinerario è valido solo se si vive veramente la vita dello Spirito Santo che ci stimola, rimprovera, giudica e verifica. Il dono del Consiglio ha stretto rapporto con la Coscienza, infatti le illuminazioni del dono del Consiglio si traducono in suggerimenti alla coscienza ma bisogna avere molto discernimento per stabilire che l'ispirazione sia veramente quella dettata dallo Spirito e non dalla nostra intuizione. Per riconoscere i veri profeti dai falsi, proprio Gesù ci suggerisce:" Li riconoscerete dai loro frutti..." La Parola di Gesù, ci dà molti esempi: "Se c'è stata una mancanza di Carità, prima va a riconciliarti con tuo fratello"; se ci sono tentazioni di orgoglio o vanagloria Gesù dice: " Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra"; e ancora: " Se devi difenderti da qualche colpa la tua risposta sia solo "SI SI!" o " NO NO!"( Mt,7,3). Insomma dal Vangelo si possono attingere preziosi consigli dati da esempi raccontati da Gesù.
Frutto del dono del Consiglio è la Misericordia intesa come pietà verso coloro che sono privi di tutto sia nel corpo che nello spirito. In collegamento con il Consiglio c'è la Prudenza perciò si dice che l'uomo prudente è giudizioso e di conseguenza Misericordioso.
La Misericordia ha bisogno di due cose: un grande cuore e mezzi adeguati per intervenire. L'uomo misericordioso è pronto a perdonare. Gesù è l'esempio lampante della Misericordia e della Pietà poichè è sempre pronto a perdonare e a salvare. Noi dobbiamo perdonare e giudicare come Dio e quindi con la giusta misericordia e non come il servo spietato. (Mt 18,23-35). Dobbiamo usare Misericordia per ottenere Misericordia perchè un giorno saremo giudicati con lo stesso metro con il quale abbiamo giudicato.
Solo chi è misericordioso può salvare anime perchè solo lui ha la giusta chiave del cuore per aprirle alla conversione.
Con il dono della Scienza, comincia la serie dei doni che riguardano l'intelligenza; infatti, Timor di Dio, fortezza, Giustizia e Consiglio, rafforzano le quattro virtù Cardinali e rispettivamente: Temperanza , Fortezza, Giustizia e Prudenza che sono le virtù collegate alla volontà.
Il dono della Scienza è in funzione della virtù teologale della Fede e cioè della conoscenza di Dio e delle verità che riguardano Dio. In tutto il Vangelo traspare la scienza straordinaria di Gesù che è l'esempio che dobbiamo seguire in tutte le tappe della nostra vita.
Gesù ci parla con le parabole e le sue intelligenti analogie sono l'esatto esempio da seguire in ogni circostanza se si vuol vivere nel pieno volere di Dio. La nostra è una fede sicura e lo Spirito Santo con il dono della Scienza ci soccorre e ci illumina. Il dono della Scienza si può sintetizzare in due aspetti:
1° la conoscenza oggettiva delle creature nelle loro debolezze umane, nelle loro limitazioni e nelle loro brevità.
2° l'intervento e la presenza di Dio che trasforma la casualità in sicurezza nella presenza di Dio dove tutto è grazia, tutto è previdenza. L'uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio ed è per questo che è dotato anche di intelligenza che, a differenza di quella di Dio, è limitata tuttavia è proprio la nostra intelligenza, anche se limitata, a farci capire, pensare, cercare e scoprire la Fede.
Sembrerà strano ma al dono della Scienza è affiancato un altro dono: quello delle Lacrime. Le lacrime sono una reazione dell'animo di un sentimento che può essere per i peccati e la miseria umana o anche per il richiamo struggente verso Dio. Sia nell'uno che nell'altro caso, si tratta di una luce che ci fa vedere, così come sono, le cose belle e quelle brutte che noi viviamo giorno dopo giorno.
In definitiva, sono proprio le lacrime a purificarci interiormente e a farci intuire la grandezza, la bellezza e la bontà di Dio.

" Io ti farò saggio, t'indicherò la via da seguire; con gli occhi su di te, ti darò consiglio"
Queste parole le leggiamo nel Salmo 31,8 e ci vogliono dire che Dio ci darà l'intelletto e ci istruirà sulla via che dobbiamo percorrere. Questo significa che lo Spirito, con questo dono, ci dà la facoltà di discernere il bene dal male. Possiamo dunque dire che il dono dell'Intelletto è un abito soprannaturale capace di intuire, al fine soprannaturale, le verità sia naturali che rivelate. Intelletto significa leggere dentro (dal latino in intus= leggere in ) in questo modo la nostra mente si incontra con la Verità Divina e con essa raggiunge la certezza di arrivare veramente ad una fede incrollabile.
Spirito Santo2La nostra mente è limitata di fronte alla rivelazione di Dio e solo con il dono dell'Intelletto che Lui stesso ci ha dato, riusciamo a comprendere ciò che Dio ci vuole rivelare di Se stesso. Questo meraviglioso dono, non solo ci conduce alla verità facilitando la comprensione della Parola di Dio ma riesce a mettere la PAROLA al centro della propria vita relativizzando le proprie idee e tutte le invenzioni umane. L'uomo, nella verità, diventa libero e capace quindi di conoscere Dio. Essere nella verità, quindi significa essere LIBERO ma anche PURO DI CUORE. Purificare il cuore, infatti, vuol dire purificare l'intelligenza e questo cuore puro è essenziale per vedere Dio in questo mondo come anticipo della beatitudine eterna. come leggiamo nella 1 Cor,13-12 "Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia.
"Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto."
In definitiva, l'intelletto agisce accrescendo la nostra Fede, e quindi la Speranza e la Carità ma delle tre Virtù la Carità è quella che meglio ci fa vedere l'amore di Dio e ci insegna a conoscerLo meglio e ad imparare ad amarlo come a Lui conviene. Si tratta di una esperienza chiara e intima, per cui l’occhio dello spirito può vedere Dio. La fede lascia via libera all’amore, l’intelletto all’intuizione, l’occhio del corpo e dell’intelligenza si spegne e lascia il posto alla luce pura e calda.
Non dobbiamo trascurare lo studio delle verità rivelate, ma da solo non basta per penetrare e gustare i misteri della fede. Per ottenere questo bisogna pregare e diventare poveri di fronte a Dio per essere istruiti solo dallo Spirito del Padre e del Figlio. «Chiunque ascolta Dio Padre ed è istruito da lui si avvicina a me con fede», dice Gesù (Gv 11,45).

Il dono della Sapienza non va confuso con la sapienza dottrinale infatti la sua parola deriva dal latino Sàpere che significa gustare e si trasforma in desiderio di possedere Dio, e il desiderio vivissimo diventa già possesso pieno di gusto; "gustate” e poi “vedete”, anche se prima c’è il vedere e poi il gustare, Nel libro della Sapienza leggiamo:...
"E' un'emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell'onnipotente, per questo nulla d'incontaminato in essa s'infiltra. E' un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e un'immagine della sua bontà"(Sap7,25-26) La Sapienza è dunque un dono che è FRUTTO e CAUSA della CARITA', cioè dello Spirito Santo perciò il principio della Sapienza è l'AMORE ma la Sapienza, a sua volta, termina nell'amore in quanto perfeziona la Carità. L'amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori dallo Spirito Santo e questo amore, con il dono della Sapienza, diventa contemplazione di Dio perchè è un amore che ci rende capaci di accogliere la presenza divina. Gli effetti della Sapienza sono gli stessi che San Paolo elenca come frutti dello Spirito: Amore, Gioia, Pace, Pazienza, Benevolenza, Bontà, Mitezza, Dominio di se (Gal 5,22). La grazia del Signore è essenziale al raggiungimento di ogni cosa. Senza la Grazia, non possiamo far niente (Gv 15,5). Se siamo docili alla Grazia, con l'esercizio, acquistiamo le buone abitudini che ci aiuteranno ad operare nella sapienza al fine di aumentare la nostra partecipazione alla vita divina. Il valore delle opere buone dipende solo dall'amore con cui operiamo e dalla umiltà con la quale agiamo ricordandoci sempre che il Signore, quando corona i nostri meriti, corona i suoi doni ( S. Agostino)