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Presentazione seminario

Mercoledì 24 settembre 2008

Giov. 1 1-12-13

“In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.... Venne fra la sua gente ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati....."
Il cammino che iniziate questa sera è un invito che Gesù vi fa personalmente, ad uno a uno, e voi avete accettato questa chiamata. Con le parole di Giovanni “ Venne fra la sua gente ….” Dio ci dice che se noi accogliamo Lui nella nostra vita, ci darà potere di diventare suoi figli e se siamo suoi figli dobbiamo anche metterci nelle sue mani. Ma quali sono i mezzi che Dio ci offre per poter vivere come figli? Sicuramente il cammino con Gesù è un cammino di fede, è Gesù stesso che ha promesso agli Apostoli, che una volta salito al Padre, avrebbe inviato lo Spirito Santo e che sarebbero stati Rivestiti di potenza dall'alto. L'adempimento della promessa avviene, come sappiamo, il giorno di pentecoste. Ma cosa accadde in quel giorno? Mentre gli apostoli si trovano riuniti in preghiera scese su di loro lo Spirito Santo e così la loro vita è cambiata. Se prima vivevano nella paura, e non avevano il coraggio di testimoniare il Cristo Risorto, rivestiti di Spirito Santo, escono e annunciano a tutti che Gesù, non è morto ma è risorto, così anche noi rinasciamo a vita nuova per poter testimoniare con la nostra vita che Gesù è Risorto. E quindi bisogna che la preghiera personale e di gruppo diventi pane quotidiano, non deve mancare poi, il sacramento della riconciliazione e la comunione. E' Pietro che subito dopo aver ricevuto lo Spirito Santo promette lo stesso dono a tutti coloro che si pentono dei propri peccati e ricevono il battesimo nel nome di Gesù Cristo ( AT. 2,38 ). Qui è racchiusa tutta la novità cristiana: La promessa, le condizioni, l'attuazione. Tutto questo è dono, ma non senza la personale adesione. Abbiamo dunque davanti un'opportunità straordinaria, con il battesimo e la cresima lo Spirito Santo ti è stato donato e ABITA in Te. Che cosa manca allora? Niente! A guardarci attorno, sembra che dalle nostre parti non ci sia che depressione, sfiducia, stanchezza. Molti si domandano ma che razza di cristiani sono questi? Dove sta la buona novella? E queste parrocchie semi deserte come possono essere il segno della nuova società? Proprio non ci siamo! I cristiani non possono essere così! Come uscirne? Ecco, Dio viene in nostro aiuto. Ma qualunque sia la nostra situazione personale, per ciascuno di noi è riservata una grazia nuova e sorprendente: un risveglio, un salto di qualità, una nuova energia Spirituale, attraverso la preghiera per una nuova effusione dello Spirito Santo. L'importante è che tu abbia ben chiaro nella mente quello che Gesù stesso oggi ti propone, quello che ti ha promesso e che ti attendi. Il seminario è una grazia che ti prepara a ricevere un'altra più grande che Dio ha pensato per te. Allora non avere paura se avrai momenti di deserto se ti sembra che tutto giri nel verso sbagliato, perché è li che trovi Gesù “ Ti condurrò nel deserto e parlerò al tuo cuore” (OS. 2,16 ).  Qualche consiglio su come vivere questo cammino, San Paolo da ai cristiani questa regola aurea per le parole: nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possono servire per la necessaria edificazione a quelli che ascoltano ( EF. 4,29 ). Che cos'è la parola cattiva: parola cattiva è ogni parola detta senza amore, se la parola cattiva è uscita dalle labbra, bisognerà ritirarla indietro. Si può richiamare una parola uscita di bocca, o almeno limitare l'effetto negativo, chiedendo scusa. In questo modo, a poco a poco, si imparerà a trattenere la parola cattiva, come si dice, sulla punta della lingua, finché comincerà a sparire, per far posto alla parola buona. Che dono, allora, per i nostri simili, e che miglioramento della qualità della nostra vita in seno alla famiglia e alla società! La parola buona è la parola che sa cogliere il lato positivo di un azione e di una persona, e anche quando corregge non offende. Parola buona è soprattutto quella che dà speranza.

 

                                               Giuseppe